martedì 2 agosto 2016

Documenti di valutazione dei rischi lacunosi



Non si può in un documento di valutazione dei rischi (DVR) imporre un divieto in relazione alla presenza di un pericolo senza fornire indicazioni sulle misure da adottare onde eliminare o ridurre al minimo il rischio che porti a un infortunio.  Non si può imporre nel DVR un divieto in relazione alla presenza di un pericolo tra l’altro in termini dei tutto generali come l'indicazione di "non guidare con le mani il carico sospeso" e di "non sostare sotto i carichi", senza fornire indicazioni e istruzioni alternative circa le misure da adottare onde eliminare o ridurre al minimo il rischio che conduca ad un infortunio. Così facendo, infatti, viene sostanzialmente devoluto ai lavoratori di scegliere la maniera con cui ovviare alle problematiche connesse al lavoro da svolgere anche perché, non essendo stati messi a disposizione degli stessi strumenti alternativi, questi decidono semplicemente di contravvenire al divieto medesimo.

Questo è quanto la Corte di Cassazione ha messo in una recente sentenza riguardante la carenza nella elaborazione di un documento di valutazione dei rischi in merito ad un pericolo per la sicurezza dei lavoratori  presente in azienda per cui l’eliminazione o riduzione al minimo il datore di lavoro non ha provveduto a fornire nel documento delle indicazioni precise. Pericolo che nella circostanza presa in esame dalla suprema Corte ha portato all’infortunio di un dipendente mentre era impegnato nel sistemare in un tornio un grosso cilindro sospeso ad un apparecchio di sollevamento.

La Corte di Appello ha confermata la sentenza emessa dal Tribunale disponendo la correzione di un errore materiale contenuto nel dispositivo della sentenza di primo grado. Il Tribunale aveva dichiarato il datore di lavoro di una società in quanto direttore tecnico di uno stabilimento esercente la produzione e commercializzazione di cilindri per uso siderurgico, con delega specifica in materia di igiene e sicurezza sul lavoro nonché il responsabile dei settore sicurezza ed ecologia presso il medesimo stabilimento per avere cagionato per colpa ad un lavoratore dipendente con mansioni di tornitore, lesioni personali gravi consistite nello schiacciamento del primo dito della mano sinistra con frattura e ferita lacero contusa con incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni pari a giorni 154 e con grado di invalidità riconosciuta dall'Inail pari al 4%.

La colpa specifica a carico del direttore tecnico dello stabilimento è consistita, in particolare, nella violazione dei seguenti articoli di legge: art. 28 comma 2 lettera b) e d) del D. Lgs n. 81 del 2008, in quanto il documento di valutazione dei rischi non conteneva l'indicazione delle misure e procedure di prevenzione e di protezione concrete ed efficaci per le attività di carico e scarico dei cilindri di grosse dimensioni dalle macchine utensili  (se non, in termini dei tutto generali con l'indicazione di "non guidare con le mani il carico sospeso" e di "non sostare sotto i carichi") e non conteneva altresì l'indicazione delle misure idonee a ridurre al minimo i possibili rischi di investimento dei pesanti carichi sospesi, trattandosi di attività pericolosa comportante gravi rischi di investimento per gli operatori, fatto aggravato per aver cagionato al lavoratore le lesioni personali gravi sopra indicate. Il datore di lavoro è stato condannato, alla pena di mesi 3 di reclusione, anche se, per un errore materiale nel dispositivo della sentenza impugnata, è stata indicata quella di mesi 6.

 Fonte: Punto Sicuro

martedì 26 luglio 2016

Nuovo modello INAIL OT/24 2017



L’INAIL ha pubblicato il nuovo modello OT24 2017 relativo agli interventi realizzati nel 2016 da presentare entro il 28 febbraio 2017 e che consente di usufruire della riduzione del premio INAIL alle aziende che nel 2016 hanno eseguito interventi migliorativi.

Anche quest’anno l’INAIL offre la possibilità di ridurre il premio annuale alle imprese virtuose che hanno effettuato interventi volti a migliorare la sicurezza sul lavoro, mediante lo sconto denominato “oscillazione per prevenzione OT24“.

In particolare, possono usufruire della riduzione del premio INAIL tutte le aziende:
·         in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa;
·         in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro (pre-requisiti);
·         che hanno effettuato interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro, nell’anno precedente a quello in cui chiede la riduzione.

L’oscillazione per prevenzione riduce il tasso di premio applicabile all’azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all’INAIL; la riduzione di tasso è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo, come segue:
·         28% fino a 10 lavoratori/anno;
·         18% da 11 a 50 lavoratori/anno;
·         10% da 51 a 100 lavoratori/anno;
·         5% oltre i 200 lavoratori/anno.

Le imprese devono compilare un modello che riporta una serie di possibili interventi migliorativi con relativi punteggi che variano da 1 a 100 e dichiarare:
·         di essere consapevole che la concessione del beneficio è subordinata all’accertamento degli obblighi contributivi ed assicurativi;
·         che nei luoghi di lavoro sono rispettate le disposizioni in materia di prevenzione infortuni e di igiene nei luoghi di lavoro;
·         che sono stati effettuati, nell’anno solare precedente, una serie di interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza ed igiene sul lavoro.

Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa è necessario aver effettuato interventi tali che la somma dei loro punteggi sia pari almeno a 100.

Fonte: INAIL

martedì 19 luglio 2016

Guida CEI 306-10



È stata pubblicata nel mese di maggio 2016 la nuova Guida CEI 306-10 Sistemi di cablaggio strutturato. Guida alla realizzazione e alle Norme ecniche”. Scopo della Guida è spiegare e permettere l’applicazione razionale e corretta dell’insieme delle norme tecniche sul cablaggio strutturato, sistema indispensabile tramite il quale le informazioni vengono distribuite all’interno di un’installazione.

Il sistema di cablaggio strutturato garantisce l’interconnessione fisica di sistemi eterogenei assicurando elevate velocità di trasmissione, modularità, espandibilità, sicurezza e comporta importanti vantaggi: semplicità di connessione di tutti gli utenti, facile variazione di configurazione e disposizione delle apparecchiature e dei sistemi, agevoli realizzazioni successive di ampliamenti del sistema di cablaggio.

La Guida CEI 306-10 fa riferimento al sistema di cablaggio relativo ad un insieme di ambienti in singoli edifici o in più edifici localizzati in un insediamento privato, sia residenziali sia utilizzati per lo svolgimento di attività professionali (uffici, centri direzionali, banche, magazzini, ecc.) o edifici pubblici (scuole, uffici comunali, ecc.).

Tale Guida, applicabile a edifici nuovi o esistenti in ristrutturazione, si basa su norme che trattano sistemi di cablaggio con distanze massime di 10.000 metri, ma i principi contenuti possono essere applicati anche per insediamenti con maggiori distanze.

La Guida si propone dunque come un utile supporto in grado di fornire, in un unico documento di riferimento, l’adeguato supporto tecnico a tutte le parti interessate: progettista edile, committente, progettista del sistema di cablaggio, installatore, collaudatore e manutentore del sistema di cablaggio.

Fonte: S-News

martedì 12 luglio 2016

Privacy Nuovo Pacchetto Protezione Dati UE




Il 4 maggio 2016, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUUE) i testi del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.  Il 5 maggio 2016 è entrata ufficialmente in vigore la Direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro 2 anni.  Il 24 maggio 2016 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento.

Il diritto all'oblio e quello alla portabilità dei dati, la nuova figura del Responsabile della protezione dei dati, l'obbligo di comunicare le violazioni e gli attacchi informatici subiti, i limiti alla profilazione delle persone: sono alcuni degli aspetti trattati nell'opuscolo on line messo a punto dal Garante.

I testi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale UE il 4 Maggio 2016 comprendono quindi sia il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE, che la Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio

Ma diamo ora una breve occhiata alla storia del Pacchetto di Protezione Dati. Nel gennaio 2012 la Commissione europea ha presentato ufficialmente il cosiddetto "pacchetto protezione dati" con lo scopo di garantire un quadro coerente ed un sistema complessivamente armonizzato in materia nell'Ue.
Esso si compone di due diversi strumenti:
• una proposta di Regolamento concernente "la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati", volta a disciplinare i trattamenti di dati personali sia nel settore privato sia nel settore pubblico, e destinata a sostituire la Direttiva 95/46
• una proposta di Direttiva indirizzata alla regolamentazione dei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini, nonché all'esecuzione delle sanzioni penali, che sostituirà (ed integrerà) la decisione quadro 977/2008/CE sulla protezione dei dati personali scambiati dalle autorità di polizia e giustizia (che l'Italia non ha, peraltro, ancora attuato).

L'iter per l'approvazione definitiva dei due nuovi strumenti normativi comporta l'intervento congiunto di Parlamento europeo e Consiglio UE in base alla procedura detta di "codecisione" (ora definita dal Trattato di Lisbona "procedura legislativa")
Il 18 dicembre 2015 è stato raggiunto un accordo sul testo del Regolamento e della Direttiva. Vedi il comunicato del Consiglio europeo del 18 dicembre 2015.
Il 14 aprile 2016 la plenaria del Parlamento Europeo ha adottato in seconda lettura i testi di Regolamento e Direttiva come approvati dal Consiglio.
Il 4 maggio 2016, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUUE) i testi del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.
Il 5 maggio 2016 è entrata ufficialmente in vigore la Direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro 2 anni. Il 24 maggio 2016 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento.

Altri documenti utili per approfondire la questione sono: