mercoledì 19 luglio 2017

Ivrea operaio muore punto da vespa: a processo il datore di lavoro



L'accusa è omicidio colposo: l'imprenditore secondo l'accusa non avrebbe adottato le cautele necessarie, in questo caso per il lavoro sui lampioni.


Un imprenditore è a processo, a Ivrea, per la morte di un dipendente punto da una vespa e vittima di choc anafilattico. Il tragico episodio è avvenuto nel giugno di tre anni fa a Brozolo, nel Chivassese, dove Davide Zangara, 44 anni, era impegnato nella manutenzione di alcuni lampioni nel centro del paese quando fu punto dietro un orecchio. 

Secondo l'accusa della procura di Ivrea, che ha ottenuto il rinvio a giudizio di Claudio Surra, amministratore unico della Boeri srl, la ditta per la quale lavorava Zangara, per il quale ieri si è aperto il processo per omicidio colposo, l'operaio avrebbe dovuto essere protetto da un'attrezzatura idonea a evitare le punture di vespe, che secondo una consulenza depositata da un perito nominato dai pm, andava prevista nell'attività sui lampioni.

Sempre il perito ha aggiunto che Zangara non aveva ricevuto una preparazione adeguata per affrontare quel tipo di situazioni, e poi l'area di lavoro dove essere monitorata prima e in caso di prsenza di vespe bonificata. C'è un altro particolare emerso ieri in udienza che per i pm doveva essere preso in considerazione dal datore di lavoro. 

L'operaio, che già un paio di settimane prima si era sentito male per una puntura di vespa, aveva manifestato problemi respiratori e si era messa alla guida per trovare una farmacia, sospettando appunto una allergia, ma era morto a poche centinaia di metri di distanza nell'abitacolo del furgone. "La presenza di una collega al fianco di Zangara avrebbe potuto evitare il peggio" sostengono i pm.

I famigliari della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati, Giusti e Chiappero, ma l'udienza è stata aggiornata al 4 ottobre.  


giovedì 13 luglio 2017

E-state in privacy



Informazioni utili su selfie e foto, protezione di smartphone e tablet, acquisti on line, uso di app, chat e social network quando si è in vacanza:

1. Nella stagione calda, non esporsi troppo con selfie e foto. Non tutti vogliono apparire on line, essere riconosciuti o far sapere dove e con chi si trovano durante le ferie estive. Soprattutto se le immagini possono risultare in qualche modo imbarazzanti. Se si postano foto o video in cui compaiono altre persone, è sempre meglio accertarsi prima che queste siano d'accordo, specie se si inseriscono anche dei tag con nomi e cognomi. E' bene porre particolare attenzione alle foto di minori, per garantire anche il loro diritto alla riservatezza e proteggerli dall'eccessiva esposizione: le immagini pubblicate on line possono infatti finire anche nelle mani di malintenzionati.

2. Geolocalizzati? No, grazie. Per gli amanti della riservatezza che non vogliono far sapere dove sono durante le vacanze estive, il suggerimento è disattivare le opzioni di geolocalizzazione di smartphone e tablet, oltre a quelle dei social network utilizzati.

3. I "social-ladri" non vanno mai in vacanza. Postando sui social network informazioni sulle vacanze si potrebbe far sapere ad eventuali malintenzionati che la propria casa è vuota. Il pericolo aumenta se poi  si scrive per quanto tempo si resterà in ferie o in quali giorni. Il suggerimento è innanzitutto quello di evitare di postare sul web informazioni troppo personali, come ad esempio l'indirizzo di casa o le foto del proprio appartamento.

4. Non dimenticare di mettere la privacy in valigia. E' bene controllare le impostazioni privacy dei social network utilizzati, limitando la visibilità e la condivisione dei post ai soli amici. Altra buona regola è fare attenzione a non accettare sconosciuti nella cerchia di amicizie on line. In generale, se disponibili, è bene attivare particolari misure di sicurezza come, ad esempio, il controllo degli accessi al proprio profilo social o un codice di sicurezza da ricevere via sms o e-mail nel caso si acceda ai social network da device diversi da quelli abituali. In questo modo è possibile accorgersi in tempo di eventuali accessi abusivi alle proprie pagine social personali e di furti di identità. Durante un viaggio può capitare di utilizzare il pc di un Internet café o una postazione web messa a disposizione dall'albergo per controllare l'e-mail personale o i propri profili social. E' importante in questi casi ricordare - una volta terminata la consultazione - di fare sempre il logoff dagli account ed evitare di salvare le proprie credenziali nei browser di navigazione.

5. Attenzione ai "pacchi". E' bene fare attenzione a eventuali messaggi che contengono offerte straordinarie riguardo viaggi e affitti di case per le vacanze da ottenere,  ad esempio, cliccando su link che richiedono dati personali o bancari. Virus informatici, software spia, ramsonware e phishing possono essere in agguato. In generale, se si acquistano servizi -  ad esempio per prenotare hotel, viaggi aerei, automobili a noleggio, ecc. - è più prudente usare carte di credito prepagate o altri sistemi di pagamento che permettono di evitare la condivisione di dati del conto bancario o della carta di credito. Altra accortezza importante è controllare che l'indirizzo internet del sito su cui si fanno pagamenti on line non appaia anomalo (ad esempio, verificare se non corrisponde al nome dell'azienda che dovrebbe gestirlo) e se vengono rispettate le procedure di sicurezza standard per i pagamenti on line (ad esempio, la URL - cioè l'indirizzo - del sito deve iniziare con "https" e avere il simbolo di un lucchetto).

6. App-prova di estate. In vacanza molti utenti di smartphone e tablet scaricano app per giochi, suggerimenti turistici, ecc.. Questi prodotti possono anche nascondere virus o malware (cioè,  software pericolosi). Per proteggersi, buone regole sono: scaricare le app dai market ufficiali; leggere con attenzione le descrizioni delle app (se, ad esempio, nei testi sono presenti errori e imprecisioni, c'è da sospettare);  consultare eventuali recensioni degli altri utenti per verificare se sono segnalati problemi di sicurezza dei dati nell'uso di una determinata app; evitare che i minori possano scaricare app da soli.

7. Per chi non può proprio vivere senza wi-fi. Le connessioni offerte da bar, ristoranti, stabilimenti balneari e hotel potrebbero non essere sufficientemente protette e mettere pc, smartphone e tablet a rischio di intrusioni esterne da parte di malintenzionati a caccia di dati personali. Inoltre, connessioni "infettate" potrebbero veicolare virus e malware, esponendo i dispositivi collegati a diversi rischi, dal phishing al furto di identità. In ogni caso, quando non si è certi del livello di sicurezza della connessione wi-fi, meglio evitare di usare servizi che richiedono credenziali di accesso (ad esempio, alla propria webmail, ai social network, ecc.), fare acquisti on line con la carta di credito o utilizzare il conto on line. Una buona precauzione è disabilitare la funzione di accesso automatico dello smartphone e del pc alle reti wi-fi per poter eventualmente verificare - prima di usarle - se le reti disponibili offrono adeguati standard di sicurezza.

8. Scegliere una protezione alta per non rimanere "scottati".  Aggiornamenti software costanti e programmi antivirus, magari dotati anche di anti-spyware e anti-spam, possono essere buone precauzioni per evitare furti di dati o violazioni della privacy. E' bene mantenere aggiornati anche i sistemi operativi di tutti i dispositivi utilizzati per garantirsi una maggiore protezione.

9. Smartphone e tablet pronti a "partire". Durante le vacanze, può accadere che smartphone e tablet siano smarriti o vengano rubati: è quindi bene seguire alcune accortezze. In generale, è opportuno non conservare dati troppo personali sui device (ad esempio, password o codici bancari) e prendere altre piccole precauzioni, come quella di evitare che i browser e le app memorizzino le credenziali di accesso a siti e servizi (ad esempio, posta elettronica, social network, e-banking). Per proteggere i dati contenuti nei dispositivi, conviene impostare un codice di accesso sicuro e conservare con cura il codice IMEI, che si trova sulla scatola al momento dell'acquisto e che serve a bloccare il dispositivo a distanza. Prima di partire potrebbe inoltre essere utile fare un backup di tutte le informazioni (numeri di telefoni, foto, ecc.) su "chiavette" o hard disk esterni, oppure trasferirle sul cloud. Ovviamente, in quest'ultimo caso, è bene informarsi sulle condizioni contrattuali e sulle garanzie privacy del servizio.

10. Per navigare tranquilli nel mare dei messaggi. Nel periodo estivo si utilizzano molto sms, chat e sistemi di messaggistica. Alcuni messaggi potrebbero però contenere virus, malware o esporre al rischio di spam. E' quindi sempre bene fare molta attenzione prima di scaricare programmi, aprire eventuali allegati o cliccare su link che possono essere contenuti nel testo o nelle immagini presenti all'interno dei messaggi ricevuti. Si possono poi adottare semplici precauzioni: ad esempio, non rispondere a messaggi provenienti da sconosciuti. Se si usa un pc, si può passare il mouse su un link senza cliccarlo e verificare - in basso a sinistra nel browser - la URL reale al quale si è indirizzati.



Non lasciare a casa il buon senso.  La miglior difesa anche nel periodo delle vacanze è usare con consapevolezza e attenzione le nuove tecnologie e gestire con accortezza i nostri dati personali, ricordando semplici regole che tutti possono mettere in campo.

mercoledì 12 luglio 2017

EN 14502-1 Cestelli per sollevamento eccezionale di persone



Il cestello (o cesta) è un dispositivo destinato ad essere accoppiato eccezionalmente a macchine utilizzate normalmente per il sollevamento materiali, in particolare: 

- Carrello industriale semovente con operatore a bordo (dove per carrello elevatore a forche è un carrello industriale semovente con operatore a bordo).
- Gru (dove per gru si nitende una macchina a funzionamento discontinuo destinata a sollevare e movimentare nello spazio carichi sospesi mediante gancio o altri dispositivi di presa). 

Prima di sollevare persone con mezzi non destinati a tale scopo, oltre a verificare l’effettiva sussistenza dei presupposti di eccezionalità, occorre valutare attentamente sia aspetti tecnici
(EN 14502-1 -stato di buona tecnica) che procedurali. Nei casi di cui sopra è possibile sollevare persone con macchine non destinate a tale scopo solo se il loro sollevamento avviene mediante mezzi idonei al sollevamento di persone in sicurezza. 

E’ assolutamente vietato sollevare persone direttamente su forche, pallet o altri supporti di fortuna. L’impiego di ceste/cestelli per il sollevamento persone su macchine previste per il solo sollevamento materiali richiede che il datore di lavoro valuti i rischi legati al sollevamento persone che i fabbricanti delle macchine destinate al sollevamento materiali non hanno considerato e che, quindi, adotti le relative misure di sicurezza.

Il d.lgs. n. 81/2008 proibisce, infatti, come regola generale, l’uso di una macchina per una funzione per la quale non è stata progettata. Tale uso è, però, ammesso “a titolo eccezionale” nei casi previsti dal parere della commissione consultiva permanente.
Al punto 3.1.4 dell’allegato VI al D. L.vo n. 81/2008 è riportato: 

ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L'USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO, 3.1.4 Il sollevamento di persone è permesso soltanto con attrezzature di lavoro e accessori previsti a tal fine. 


A titolo eccezionale, possono essere utilizzate per il sollevamento di persone attrezzature non previste a tal fine a condizione che si siano prese adeguate misure in materia di sicurezza, conformemente a disposizioni di buona tecnica che prevedono il controllo appropriato dei mezzi impiegati e la registrazione di tale controllo. Qualora siano presenti lavoratori a bordo dell'attrezzatura di lavoro adibita al sollevamento di carichi, il posto di comando deve essere occupato in permanenza. I lavoratori sollevati devono disporre di un mezzo di comunicazione sicuro. Deve essere assicurata la loro evacuazione in caso di pericolo.

Sono stati elaborati 2 Documenti da parte della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro su:

1. sul concetto di eccezionalità di cui al punto 3.1.4 dell’allegato VI al d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i. (Parere 15/SEGR/0003326 del 10 febbraio 2011)
2. Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine (Nota 18 aprile 2012)

Il parere 15/SEGR/0003326 del 10 febbraio 2011 della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro “sul concetto di eccezionalità di cui al punto 3.1.4 dell’allegato VI al d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i.” prevede specifiche procedure di sicurezza che comprendano a valle di una analisi dei rischi, i criteri per la scelta più appropriata delle attrezzature da impiegare, i requisiti delle apparecchiature da abbinare agli stessi, le modalità operative per le varie fasi di lavoro in cui i sistemi così realizzati sono utilizzati nonché quelle per la sorveglianza ed il controllo delle une e delle altre.

Successivamente la stessa Commissione ha approvato il 18 aprile 2012 le “Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine” poi recepite con nota del 9 maggio 2012. Nella definizione di queste procedure operative un utile riferimento è senza dubbio rappresentato dalle norme di buona tecnica come sopra richiamate, che nello specifico sono rappresentate da: 

- UNI EN 14502-1:2010 Apparecchi di sollevamento Attrezzatura per il sollevamento di persone - Parte 1: Cestelli sospesi 
- ISO 12480-1:1997 Cranes - Safe use Part 1: General - Annex C - Raising or lowering of persons”

Fonte:  Ceretifico.com

martedì 4 luglio 2017

La Privacy nella Sanità



Il vicepresidente dell'associazione sulla difesa dei dati sanitari dichiara che: "E' fondamentale darsi delle regole, rispettarle e ancora di più farle diventare cultura diffusa fra gli operatori. La tecnologia aiuta ma è l’uomo il vero custode delle informazioni sensibili".

“La tecnologia aiuta a controllare, monitorare, generare, trasportare, imbrigliare e mettere in sicurezza le informazioni, ma rimane l’uomo il vero custode della privacy. Il mercato sanitario ha bisogno più di tanti altri di queste elementari certezze perché tratta aspetti molto intimi e sensibili della nostra vita”.  Nicola Ruggiero, vicepresidente di Anitec, spiega così l’importanza della sicurezza informatica in ambito sanitario e soprattutto l’incidenza del fattore umano.

La sicurezza dei dati è oggi un tema che coinvolge ogni settore che abbia a che fare, anche al minimo, con le tecnologie digitali. Naturalmente ci sono settori più esposti ai rischi, come quello sanitario. In questo contesto un peso particolare, secondo Ruggiero, lo ha senza dubbio la conformità alle norme che regolano il trattamento e lo scambio dei dati sanitari.

“Lo sviluppo del mercato deve passare attraverso un forte uso della compliance in tutte le sue forme: è importante darsi delle regole, rispettarle, ma ancora di più farle diventare cultura diffusa di tutti gli operatori che trattano i dati”, avverte Ruggiero toccando un altro tema chiave del rapporto fra sanità e security. Si possono avere tutti i sistemi di protezione avanzati possibili, ma non basta: “Le aziende e le tecnologie ci sono e ci aiutano, ma non c’è miglior privacy e sicurezza di una organizzazione che adotta la cultura giusta e rispetta le regole – sostiene Ruggiero -. Se ciò accade allora l’interscambio dei dati tra le varie organizzazioni interessate favorisce uno sviluppo medico, clinico e commerciale del mercato a vantaggio di tutti, e contribuisce all’efficienza complessiva del sistema sanitario".

La tecnologia, aggiunge una nota dell’Associazione nazionale industrie informatiche, telecomunicazioni ed elettronica di consumo, “è il fattore abilitante di un processo innovativo dove, anche in ambito sanitario, la persone si posiziona al centro, collegata da un sistema di relazioni che implementano servizi sempre più evoluti e tarati in tempo reale su bisogni concreti”. Proprio a questi aspetti si lega l’importanza della compliance, destinata ad assumere un peso ancora più rilevante da maggio 2018, quando sarà pienamente applicabile il nuovo Regolamento europeo in materia di privacy.